Oklahoma al Mongol Rally 2018

Il 15 luglio in una località segreta vicino a Praga si svolgerà un party selvaggio riservato agli equipaggi che, il giorno dopo, partiranno per il Mongol Rally.

Ogni equipaggio a bordo di un’auto di cilindrata non superiore a 1200 cc e che, in base al regolamento dell’organizzazione inglese, deve essere rigorosamente una “shitty car”, partirà in direzione Ulan Ude (in Siberia, quasi al confine con la Mongolia).

L’itinerario, grosso modo, implicherà l’attraversamento di Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikstan, Kirghizistan, Kazakistan, Russia, Mongolia e ancora Russia.

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Si tratta di un rally non competitivo, senza prove speciali, senza un percorso predeterminato: in altre parole senza regole (o quasi).

Scopo principale del Mongol Rally è quello raccogliere almeno 1000 sterline (ad equipaggio) da dividere tra Cool Earth (organizzazione ambientalista sostenuta dagli organizzatori del Mongol Rally) ed una Onlus a scelta dell’equipaggio (nel nostro caso: Comunità Oklahoma Onlus).

 

Per portare a termine questo rally occorre una buona preparazione fisica, una grande capacità di guida fuori dall’asfalto, un minimo di competenza meccanica e soprattutto un pizzico di sana follia.  A 18 anni, normalmente, almeno il 50% di questi requisiti sono soddisfatti. Scopo della nostra partecipazione al Mongol Rally è verificare – dal punto di vista scientifico – se questi requisiti possono sussistere in un allegro gruppo di ultracinquantenni:

Per Oklahoma parteciperanno due indomiti equipaggi chiamati OKLAHOMA 1 e OKLAHOMA 2.

“Storia di 7 ultracinquantenni – e 1 riserva – che hanno 18 anni nello spirito”

(Per fare una cosa stupida bisogna avere circa 18 anni)

Ecco i nostri eroi:

Emanuele Martinoli: ha 56 anni. E’ sposato con Francine e ha tre figli. E’ avvocato civilista. Pratica (o ha praticato) quasi tutti gli sport (gli manca il rugby, il curling ed il parapendio) con lo stesso spirito con cui la squadra giamaicana ha partecipato alle Olimpiadi invernali di Calgary (tanto per dire: ultimo classificato, nei tempi regolamentari alla Maratona di Milano del 2014). Conosce la Comunità Oklahoma da quasi vent’anni e, da circa 9 anni, ne è il Presidente, carica che ha accettato, solo dietro la richiesta dei dipendenti dell’Oklahoma e con il consenso espresso della moglie e del suocero. Da allora, oltre ad occuparsi della propria famiglia e del proprio lavoro (con cui cerca di sfamare la propria famiglia) perde il sonno per pensare a come meglio sostenere le attività della Comunità Oklahoma.

Michele Gallizia: ha 56 anni. E’ sposato con Benedetta e ha due figli. Lavora presso una multinazionale che opera nel settore del bricolage e del fai-da-te. Al contrario di Emanuele ottiene sempre grandi risultati in tutti gli sport che pratica. Ha partecipato a diversi rally (tra cui il Rally dei Faraoni e la Parigi Dakar), ha alle sue spalle (e nelle sue gambe) diverse maratone, ultra trail e 3 edizioni del Tor des Geants. Tramite Emanuele ha conosciuto la Comunità Oklahoma e in più occasioni ha “corso” per l’Oklahoma diventandone uno dei più attivi fund raisers.

Antonio Strada: ha 57 anni. E’ sposato con Luisa e ha 4 figlie. Gestisce con successo l’azienda agricola di famiglia a Scaldasole (PV), di cui è vicesindaco. E’ stato il primo compagno di staffetta di Emanuele nella prima Maratona di Milano cui ha partecipato l’Oklahoma (2010). Grande sostenitore del metodo Galloway (un po’ si corre e un po’ si cammina), dopo avere corso maratone in tutto il mondo, si sta ora avvicinando al mondo delle ultra maratone. Raggiungerà la banda a Erzurum in Turchia, saltando i primi 3770 km dell’avventura. Ha inventato scuse di lavoro, ma secondo noi vuole farsela a piedi fino alla Turchia. Lo abbiamo accettato in squadra solo perché speriamo che sia in grado di negoziare al meglio anche con le guardie di frontiera più cattive. Nella peggiore delle ipotesi speriamo che si limitino a soddisfarsi su di lui.

Guido Daccò: ha 53 anni. E’ sposato con Emanuela e ha 2 figli. E’ dottore commercialista, esperto di amministrazione e contabilità. Dal punto di vista atletico ha provato, senza successo, la tecnica della camminata alternata al divano. In compenso è’ un grandissimo viaggiatore e dovremo cercare di tenerlo a bada per evitare che ci faccia allungare troppo la strada o che ci faccia soggiornare troppo a lungo in qualche galera (a causa della sua curiosità innata, spesso va dove non si deve: non si accorge mai dei cartelli con sopra scritta “DIVIETO DI INGRESSO”). Anche lui ci raggiungerà a Erzurum in Turchia. Come scusa ci ha detto che vorrebbe fare il primo pezzo del percorso “corricchiando”, ma temiamo che sia trattenuto a Milano da motivi di lavoro. Da molto tempo è impegnato anche nel sociale, spendendosi in prima persona per diverse iniziative benefiche. Si è avvicinato recentemente all’Oklahoma, di cui ha apprezzato, in particolare, la cucina.

Benedetta Brambilla: E’ giovane ed è sposata con Michele (i figli sono gli stessi). E’ un medico di base ed è stata accettata, non solo perché una delle due Panda è intestata a lei, ma anche perché ci si attende che sia munita di un infermeria sufficiente a lenire i dolori quotidiani degli altri membri dell’equipaggio. Ci raggiungerà a Erzurum, lasciando che il marito possa “spassarsela” per i primi 3377 chilometri.

Francesca (Francine) Orlando: Anche lei è giovane ed è sposata con Emanuele (i figli sono gli stessi). E’ una “prof.” di matematica e fisica al Liceo Tenca di Milano. E’ stata accettata perché se veniva Benedetta doveva poter venire anche lei. E’ famosa per non fermarsi mai e per fare mille cose insieme, mentre Emanuele sta pensando a come farne una. Da lei ci si aspetta che compensi con un sano attivismo la pigrizia di Emanuele e che sproni gli equipaggi in ogni circostanza, nonché che sappia aituarci a risolvere con metodo scientifico qualsiasi problema meccanico o di sopravvivenza che ci si presenti.

Ursula Benetti Genolini: Anche lei è giovane. E’ sposata con Luca ed ha tre figli. Avvocato civilista, con particolare riferimento al diritto di famiglia, è una paladina delle “pari opportunità” (infatti è riuscita a fare accettare delle donne negli equipaggi). Non ha la patente, non ama gli sport, ma in compenso è capace di leggere un libro alla settimana (e di capirlo): insomma è l’intellettuale del gruppo. Avrebbe voluto partecipare a tutto il viaggio, ma, dopo avere ottenuto la partecipazione di donne in squadra, si è dovuta accontentare di fare la “riserva”. Si è iscritta ad un corso di voodoo e passa il tempo a piazzare spilloni in bamboline somiglianti agli altri membri dell’equipaggio, per i quali organizza visite gratuite nei Reparti “Malattie infettive sconosciute” di qualsiasi ospedali d’Italia.

Antonio Cornacchione: Ha 58 anni e soffre maledettamente di essere il più vecchio del gruppo. Non è sposato e ha un figlio (Amerigo 21 anni). Sostiene di essere attore teatrale, personaggio televisivo e comico, ma, in realtà, è noto (peraltro solo a Montefalcone nel Sannio, suo luogo di nascita) per avere vinto il premio di “Molisano dell’Anno” del 2007. Sostiene di essere un grandissimo viaggiatore (in realtà, fuori dall’Italia, è stato solo in Svizzera e in Irlanda). Lo abbiamo convinto a partecipare promettendogli che si dormirà in albergo e avrà una stanza singola con bagno, doccia e bidet: forse nel tratto tra Praga e Erzurum riusciremo a mantenere quella promessa almeno per una notte. N.B. Antonio è convinto di esere un grande atleta perché, nel 2011, ha fatto l’ultima frazione di una staffetta che ha corso la Maratona di Milano a favore dell’Oklahoma: da allora, tuttavia, soffre di sciatalgia canaglia e ha sostituito le scarpe da jogging con le infradito.

La prima volta che abbiamo pensato al Mongol Rally eravamo in due (Emanuele e Michele). Emanuele andrebbe in capo al mondo per l’Oklahoma (un associazione che, al Gratosoglio – periferia sud di Milano –  gestisce una comunità per minori in stato di disagio). Michele, che da sempre gira il mondo, pur di trovare un compagno di viaggio per andare in Mongolia con la sua Panda era disposto ad accettare anche Emanuele (i due si conoscono da quasi 40 anni). Subito si era aggiunto Riccardo, che aveva cominciato a raccogliere informazioni su visti, itinerari ecc. Purtroppo Riccardo è stato posto dalla vita di fronte ad una dura scelta: avventurarsi nel Mongol Rally, o avventurarsi in un nuovo lavoro che (si spera per lui) lo dovrebbe riempire di soldi fino all’orlo? Dopo mille tentennamenti, Riccardo ha scelto l’avventura di durata più lunga, ma, dietro le quinte continua a seguirci.

Ai membri originari si sono aggiunti Antonio (cognato di Michele e possessore di un’altra Panda gialla) e Guido (cugino di Antonio). Questi ultimi due, tuttavia, adducendo motivi di lavoro, hanno chiesto di potere raggiungere gli altri due a Erzurum in Turchia (il loro biglietto di aereo è per il 20 luglio).

L’idea di doversi fare da soli il viaggio da Praga a Erzurum non piaceva molto ad Emanuele e Michele e così si è deciso di accogliere nei team altri due membri.

La prima a proporsi è stata Ursula, amica di tutti e compagna di viaggi ideale (basti dire che non ha la patente). Antonio, senza consultarsi con gli altri, ha “aperto” alla partecipazione di membri di sesso femminile. La notizia è giunta alle orecchie di Benedetta (moglie di Michele) e Francine (moglie di Emanuele), che, hanno chiesto di partecipare a loro volta e con preferenza rispetto ad Ursula. Dopo molti tentennamenti, un altro Antonio (detto “Antonio C.”, si è offerto di unirsi alla banda, ma solo nel tratto tra Praga e Erzurum.

Alla fine i due equipaggi (non fissi) saranno così composti:

Da Praga a Erzurum: Emanuele, Michele e Antonio C.

Da Erzurum a Ulan Ude: Emanuele, Michele, Antonio S. Guido, Benedetta e Francine.

Riserva: Ursula

La partenza

13 luglio 2018

 

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