Messa alla prova: la possibilità di un’altra vita

Messa alla prova: eliminare un istituto con questo nome è negare ai ragazzi che potrebbero beneficiarne la possibilità appunto di provare un’altra volta. Magari sarebbe la volta buona, finalmente fra persone con cui ci si può confrontare, con cui, nella complessità di una relazione, individuare i propri reali bisogni. Magari in un luogo dove anche fisicamente le prospettive si aprono e dove non ci sono muri che tengono lontano dalla conoscenza del mondo, è possibile appassionarsi a qualcosa che non sia un vuoto sogno di ricchezza.

Qui di seguito trascrivo una breve intervista fatta a un ragazzo albanese che qualche hanno fa ha potuto usufruire della Messa alla prova,che oggi lavora e che fra pochi mesi, trovata una casa, sarà indipendente.

J: non è giusto che tolgano la messa alla prova, per me è stata la possibilità di cambiare mentalità.

A: dentro il carcere non si può cambiare?

J: non è la stessa cosa, in carcere ci sono stato due volte: la prima per pochi mesi, e poi sono uscito perché ho scontato la pena e dopo due mesi sono rientrato per la stessa cosa. La prima volta avevo paura del carcere, la seconda no, perché sapevo cos’era, in carcere bisogna sapersi comportare bene per non avere problemi. Sai che quando conoscevo uno che era stato in comunità mi stava antipatico? Uno una volta voleva convincermi ad andarci, mi diceva che danno da dormire e mangiare, ti aiutano a cercare lavoro e ti fanno fare i documenti, a me dei documenti non fregava niente, mi interessavano i soldi. Io ero venuto in Italia per fare i soldi.

A: fuori dal carcere cosa è cambiato?

J: in comunità ti fanno capire un’altra mentalità, avere altri interessi, ti aiutano a vedere altre possibilità. Il fatto di “cambiare mentalità”, sperimentare, conoscere, conoscersi nel confronto, rende più liberi e coscienti.

Noi in comunità crediamo, e l’esperienza è dalla nostra parte, che chi sceglie in libertà e coscienza come vivere, qualunque scelta faccia rimarrà all’interno dell’orizzonte della giustizia.

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