Progetto Cicloklahoma – edizione 2009

Il successo del progetto Cicloklahoma – edizione 2008 permette alla Comunità Oklahoma Onlus di presentare con orgoglio il progetto Cicloklahoma – edizione 2009: una garanzia, per i ragazzi ospiti della Comunità, di poter usufruire di uno spazio strutturato, quello della ciclofficina, ove sperimentare le possibilità di crescita offerte dai loro percorsi comunitari.

L’edizione 2009 ripropone la bicicletta come simbolo e strumento privilegiato dell’intero progetto: mezzo economico, ecologico e salutare che permette a ciascun ragazzo di confrontarsi con i propri limiti.

Il progetto 2008 si chiudeva con la creazione di una ciclofficina e con la vacanza in bicicletta.

La nuova edizione punta:

  1. al coinvolgimento non solo dei responsabili del progetto, ma di tutta la struttura, per osservare e monitorare il percorso educativo del ragazzo
  2. alla cura e alla manutenzione del proprio mezzo
  3. alla conquista di piccoli spazi di autonomia, oggi, per essere più capaci di muoversi in modo indipendente e adeguato nel contesto sociale di domani

I tre scopi attorno a cui ruota il progetto Cicloklahoma 2009 sono:

  1. Educare i ragazzi, attraverso la costruzione della propria bicicletta, al lavoro e a una cultura del riciclo e del risparmio: il progetto Cicloklahoma rientra nel P.E.I. – Progetto Educativo Individualizzato – di ciascun ragazzo
  2. Integrare il quartiere con attività di sensibilizzazione all’uso della bicicletta come mezzo di spostamento alternativo ed ecologico; obiettivo della ciclofficina è proporsi al quartiere per la riparazione delle biciclette: un modo per aprire le porte e per favorire l’integrazione con un quartiere bisognoso di iniziative cha favoriscano lo scambio e la relazione
  3. Sensibilizzare il territorio allo sviluppo sostenibile: l’uso della bicicletta come esperienza di mobilità dolce, salutare ed ecologica

Articolazione del progetto

L’attuazione del progetto Cicloklahoma è suddivisa in tappe cronologiche, funzionali alla realizzazione dell’insieme. L’edizione 2009 prevede 4 fasi: il laboratorio di ciclofficina; la fase di preparazione al viaggio; il viaggio-vacanza; la valutazione e l’evento di chiusura.

1. Laboratorio di ciclofficina

I ragazzi vengono coinvolti in un progetto di gruppo, per condividere e valorizzare in modo critico la possibilità di crearsi un mezzo ecologico, economico e salutare, utilizzando materiali recuperati e alcuni pezzi di ricambio nuovi. La biclicletta è personale e personalizzata: il ragazzo è proprietario del mezzo che utilizzerà per realizzare il progetto vacanza.

2. Preparazione al Viaggio. Educazione al viaggio e creazione dell’itinerario

“Il viaggio migratorio come analogia della vita”. I ragazzi vengono sensibilizzati sui temi dell’educazione stradale, civica e ambientale; si allenano per affrontare le tappe ciclistiche; partecipano a un cineforum per stimolare il confronto e la discussione; raccolgono materiali di riciclo e di recupero per l’equipaggiamento. Successivamente, utilizzando le conoscenze acquisite durante il processo di educazione al viaggio, decidono l’itinerario, il programma, la modalità e la durata del viaggio-vacanza, sottostando ai vincoli di budget preventivati.

3. Viaggio – Vacanza

Rappresenta il raggiungimento degli obiettivi iniziali e un importante aspetto di verifica: l’effettivo svolgimento del viaggio del gruppo in bicicletta diventa il momento in cui utilizzare gli strumenti (le biciclette equipaggiate, l’itinerario, il programma) e le competenze acquisite nei mesi precedenti. Si lavora sulla consapevolezza di vivere la vacanza come momento “diverso” dagli impegni di tutti i giorni (scuola, lavoro): un momento condiviso e autogestito.

4. Valutazione ed evento finale

Nel mese di ottobre 2009: un “grande” evento, nel corso del quale il gruppo dei ragazzi rende partecipi dell’avventura vissuta, attraverso i racconti e un cortometraggio, tutti i partecipanti, i collaboratori, i soci, gli amici e gli eventuali parenti coinvolti. L’evento si caratterizza per un momento di autovalutazione, oltre che di socializzazione nel racconto.

Obiettivi

ll Progetto Cicloklahoma rientra nel Progetto Educativo Individualizzato (PEI) di ciascun ragazzo. Gli educatori sono garanti della realizzazione, insieme al ragazzo, degli obiettivi tecnici, pratici ed educativi.

Gli obiettivi tecnici e pratici sono:

A) Costruzione e personalizzazione della propria bicicletta: ogni ragazzo ha la possibilità di averne una. Acquisizione della conoscenza, degli strumenti e delle tecniche di creazione, riparazione e manutenzione della bicicletta: una strategia educativa che permette al ragazzo di dare un opportuno valore allo strumento in proprio possesso e lo responsabilizza a una cura e a un uso adeguati.

B) Incremento dell’uso quotidiano della bici, incentivandone l’utilizzo come mezzo di trasporto per recarsi a scuola e al lavoro, studiando e sperimentando percorsi Comunità-scuola o Comunità-lavoro con il coinvolgimento dell’educatore. L’obiettivo a lungo termine, attraverso un’indagine strutturata, è la realizzazione di una mappa delle piste ciclabili del quartiere e della città a uso e disposizione del territorio e liberamente scaricabile dal sito.

Gli obiettivi educativi sono:

A) Educazione alla mobilità sostenibile e valorizzazione della bicicletta come mezzo ecologico, economico e salutare: infondere la cultura del riciclo effettuando, all’interno della ciclofficina, la raccolta di rottami di biciclette, ferro e carta.

B) Educazione al lavoro: rispetto del luogo di lavoro (la ciclofficina); rispetto degli orari, dei ruoli e del mantenimento degli impegni; rispetto e ordine del materiale. Il ragazzo viene valutato sulla base della puntualità e della serietà negli orari fissati per gli appuntamenti.

C) Racconto biografico: accompagnare i ragazzi a produrre uno scritto, sotto forma di racconto, nel quale ripercorrono le tappe del proprio percorso migratorio attraverso gli strumenti relativi alla preparazione del viaggio; educare alla gestione e alla valorizzazione del tempo libero.

D) Crescita valoriale attraverso la condivisione di valori come la partecipazione, la tolleranza e la solidarietà, e valorizzazione dell’autonomia: mettere il ragazzo e il gruppo di fronte ai propri limiti, capacità e fatiche, creando un momento di socializzazione e confronto democratico per gestire le diverse opinioni, i desideri, le proposte e i suggerimenti.

Share