Ciao Albert

Conoscemmo Albert all’inizio del mese di settembre 2014. Era solo, sul territorio nazionale, come molti minori stranieri, ed era stato quindi collocato nella nostra comunità di Prima Accoglienza.

Un ragazzo piuttosto burbero, ma da subito apparso molto sincero e diretto, iniziò una relazione con gli educatori dove non c’era spazio per opportunismo e furbizia: come ogni sedicenne, e come molti ragazzi che non hanno avuto opportunità da piccoli, viste le difficili condizioni economiche della sua famiglia aveva sviluppato aspettative di poter disporre finalmente di denaro e di beni – soprattutto abbigliamento alla moda e tecnologia – che per i ragazzi di questa generazione sembrano vitali.

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