Casa Ferin, Rovato (BS)

In breve ^

Tipologia di servizio
Comunità alloggio
Ubicazione
Rovato (BS)
Ricettività
10 posti
Accoglienza
Minori maschi dai 13 ai 18 anni di età
Portatori di handicap
Accolto solo handicap fisico non grave
Patologie psichiatriche
Sono valutate le richieste di inserimento su disagio psicologico non grave se esistono risorse esterne già attivate per il sostegno psicologico compatibilmente al gruppo di ragazzi presente al momento.
Personale

  • n. 1 coordinatore
  • n. 5 educatori
  • mediatori linguistico-culturali al bisogno
  • personale ausiliario, volontari e tirocinanti
Apertura
Tutto l’anno 24h su 24
Servizi Offerti
Servizio educativo con personale qualificato, orientamento e inserimento scolastico, attività sportive e del tempo libero, lavoro con le famiglie, progetto educativo individuale (PEI) con sua verifica ed eventuale riprogettazione. Sostegno psicologico (se necessario). Sostegno nella ricerca di una sistemazione abitativa esterna alla comunità, orientamento ai servizi pubblici e privati offerti dalla città.
Standard
La struttura dispone di tutti gli standard strutturali e gestionali previsti dal piano Socio Assistenziale della regione Lombardia per l’autorizzazione al buon funzionamento.

In generale ^

La comunità di Rovato accoglie 10 minori maschi di età compresa tra i 13 e i 18 anni, offre un contesto di accoglienza stabile per ragazzi che abbiano espresso bisogni e buone capacità di adattamento per la loro crescita, diverso dal contesto cittadino delle sedi di Milano.

La permanenza nella comunità di Rovato tende ad essere piuttosto lunga, e la stabilità di relazioni con i coetanei e con gli educatori permette un buon livello di approfondimento dei problemi legati alla crescita e di approccio alle soluzioni.

L’équipe è formata da cinque educatori, un coordinatore e mediatori linguistico culturali al bisogno per i minori stranieri.

La comunità svolge quindi un lavoro di prima osservazione, impostazione e avvio del progetto educativo individuale (ove non sia già stato elaborato in precedenza dal servizio sociale inviante) e ne segue tutta la realizzazione, affrontando con il minore, nell’ultimo periodo di comunità, le problematiche relative all’inserimento nel mondo del lavoro e alla reperimento di una sistemazione abitativa stabile successiva alla dimissione qualora la famiglia di origine non sia una risorsa.

L’approccio educativo è quindi molto flessibile dovendo adattarsi sia ai bisogni di ragazzi appena inseriti sia di ragazzi in fase di dimissioni: con una certa gradualità, l’équipe educativa tende progressivamente a lasciare “spazi liberi” di azione al ragazzo, ponendosi come “affiancamento” e come interlocutore per verificare come gli “spazi liberi” siano vissuti o vengano utilizzati.

Una particolare attenzione viene data nella fase finale agli aspetti psicologici relativi alle paure e alle aspettative rispetto all’inserimento nel mondo del lavoro nell’uscita definitiva dal contesto protetto della comunità.

L’ambiente raccolto e il contenimento dato dalla posizione geografica isolata della comunità, permettono al minore accolto un costante e intenso confronto con le figure educative presenti, permettendo quindi la possibilità di far emergere difficoltà e fatiche del proprio percorso di crescita; il lavoro educativo converge quindi in un sostegno continuo nella ricerca e nel confronto, sia con gli operatori, sia con i pari per le soluzioni più funzionali.

Destinatari del servizio ^

La comunità accoglie ragazzi sui quali sia già stato effettuato un lavoro di osservazione, ma può lavorare anche con minori per i quali l’inserimento in comunità arrivi con carattere di urgenza (anche dal CGM) e per i quali l’ipotesi progettuale sia la permanenza in una comunità alloggio radicata in un contesto rurale o di piccola comunità urbana come Rovato, con realtà imprenditoriali piccole ma piuttosto ricettive, con un tessuto sociale caratterizzato da relazioni più “facili” di quelle metropolitane. In particolare risulta adatta tutti quei minori che mostrano di non essere a loro agio in una grande città o a quei minori che magari dalla città provengono ma per i quali è auspicabile un allontanamento (vedi ragazzi interessati da restrizioni della libertà in conflitto con l’ambiente familiare).

Se per il minore è già stato elaborato il PEI l’équipe educativa lo avvia e programma le verifiche ed eventuali modifiche, altrimenti elabora il PEI sulla base dell’osservazione già svolta il lavoro di monitoraggio osservazione continuo.

Il contesto offre tutti i servizi necessari a sostenere la crescita dei minori: la presa in carico degli aspetti relativi alla salute, l’orientamento scolastico e/o lavorativo, l’alfabetizzazione e l’insegnamento della lingua italiana ascoltata, parlata e scritta per i minori stranieri, il sostegno degli educatori, la progettualità di attività sportive e per il tempo libero, il lavoro con i familiari, la socializzazione sia all’interno che verso l’esterno, l’accertamento psicodiagnostico era presente carico psicologica, se servono.

La stabilità del gruppo ragazzi permette un lavoro di gruppo molto accurato, sia rispetto alle dinamiche nelle relazioni tra ragazzi, si rispetto momenti formativi di socializzazione di esperienze.

Modalità di funzionamento e ammissione ^

La comunità accoglie e valuta richieste di inserimento che non richiedano tempi troppo stretti, in quanto tende ad osservare il minore all’interno della struttura e nel gruppo al momento presente.

Le modalità per l’inserimento sono:

  • Invio di una relazione all’équipe della comunità dai Servizi Sociali incaricati
  • Dichiarazione di disponibilità o meno a valutare il caso e indicazione dei tempi approssimativi per l’accoglienza
  • Presentazione del caso all’équipe e della documentazione già esistente
  • Visite e colloqui con il minore nella struttura
  • Verifica sui contenuti dei colloqui e delle osservazioni svolte e definizione dell’eventuale inserimento
  • Accoglienza.
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