Cena al Residence Sociale Aldo Dice 26×1

Il 27 aprile il laboratorio La Cucina di Albert è andato in visita, portando la cena, presso il Residence Sociale Aldo Dice 26×1. È stata una bellissima sia per i ragazzi di Oklahoma, sia per gli operatori e i volontari che li hanno accompagnati (che ringraziamo come sempre moltissimo per essere al fianco dei nostri ragazzi in queste esperienze sempre fortissime!). Esperienza di volontariato, ma anche e soprattutto di conoscenza di persone straordinarie che vivono insieme e si aiutano partendo da situazioni di difficoltà.

“ALDO DICE 26 X 1” è la frase con cui, tramite telegramma, il Comitato Nazionale di Liberazione Alta Italia comunica nell’aprile del 1945 il giorno (26) e l’ora (1 di notte) in cui dare inizio all’insurrezione dei partigiani a Torino ).

Il Residence è una realtà autorganizzata da Clochard alla riscossa, Unione Inquilini Milano e Comitato Diritto alla Casa che, a partire dal 16 aprile 2016, ha dato una seconda vita a uno stabile in via Oglio 8. L’edificio, in stato di abbandono da otto anni, è diventato la casa di quasi 200 persone, tutte inserite nelle graduatorie per l’edilizia residenziale pubblica e ancora in attesa dell’assegnazione di un alloggio popolare.

Il progetto nasce però nel 2014, con l’occupazione di uno stabile a Sesto San Giovanni. A giugno 2016 il trasferimento in via Oglio 8, dove ogni famiglia ospitata ha a disposizione una o due stanze con bagno adiacente, un servizio di lavanderia, una trattoria sociale con annesso salone comune, con libri e giochi per bambini e una strumentazione di tutto rispetto per concerti di alta qualità, grazie anche ai tanti musicisti che passano da quelle parti.

Nel corso dell’inverno 2016/2017 il Residence ha accolto diversi senza tetto, collaborando attivamente al Piano anti-freddo del Comune di Milano, e di recente è diventato anche la casa di alcuni (ex) minori stranieri non accompagnati, ragazzi senza famiglia che non appena compiono 18 anni non hanno più il posto in comunità. Gli inquilini calcolano che l’ente pubblico, non facendosi carico della sistemazione delle famiglie ospitate in via Oglio, risparmi circa 5 milioni di euro l’anno.

Rischiando di chiudere i battenti nel 2017 per il taglio del riscaldamento, grazie all’interessamento di diversi soggetti e al dialogo costruito in questi mesi dal coordinatore Wainer Molteni e gli avvocati (volontari) del Residence con il Comune di Milano, si sono siglati contratti che costituiscono un precedente unico a cui altre realtà virtuose in Italia potranno rifarsi per rivendicare il diritto all’esistenza di progetti che nascono sì ai margini della legalità, ma spesso per colmare vuoti lasciati dalla legalità mal praticata e dalle istituzioni.

Nuovi scenari vanno aprendosi per gli ospiti di via Oglio: presto si costituirà l’Associazione Aldo Dice 26×1 e l’idea è di realizzare anche una cooperativa che potrà direttamente dare un lavoro agli ospiti del Residence, mentre con le istituzioni si sta cercando una soluzione che consenta al Residence Sociale Aldo Dice 26×1 di operare nella piena legalità.

Insomma, sembra si sia raggiunto un importante traguardo, sia per i fantastici guerrieri del Residence Sociale Aldo Dice 26×1 – che davvero non hanno mollato mai! – sia per la legislazione sul diritto alla casa, che da oggi dovrà fare i conti con un precedente… eccellente!

 

Per saperne di più

Share